Dispareunia e sessualità: rompere il tabù del dolore femminile

Oggi parliamo di qualcosa che purtroppo la maggior parte delle persone XX ha provato almeno una volta nella vita, il dolore durante i rapporti. Il fatto che sia così comune però non rende la cosa normale o da normalizzare.


Il nome scientifico per indicare il dolore durante i rapporti è: DISPAREUNIA.


La dispareunia, è una realtà molto più comune di quanto si pensi. Eppure resta spesso chiusa nel silenzio, nella vergogna o nella convinzione che “sia normale così”. In studio vedo ogni settimana donne che arrivano dicendomi «Pensavo fossi io sbagliata» oppure «Mi avevano detto che un po' di dolore è normale». La verità è che il dolore non è mai normale, e parlarne è il primo passo per iniziare a stare meglio.

Superficiale o profonda: due dolori, tante storie

Quando parliamo di dispareunia per semplificare e cercare di approfondire distinguiamo due grandi categorie: superficiale e profonda.

La dispareunia superficiale è quel bruciore, pizzicore o sensazione di “muro” che si presenta all’ingresso vaginale, spesso già al tentativo di penetrazione, dato che la sede del dolore è la maggior parte delle volte il vestibolo, praticamente l’uscio della porta, l’ingresso della vagina, si parla anche di dispareunia vestibolare o introitale.
Stefania, una ragazza di 27 anni si era rivolta a me proprio per questo problema “fino a che il mio ragazzo mi stimola esternamente va tutto bene ma poi quando passiamo alla penetrazione sento troppo bruciore e come se non ci sia abbastanza spazio”



Martina, 32 anni, mi raccontava invece che per lei infilare un assorbente è sempre stato fastidioso. Ogni tentativo di rapporto diventava una prova di resistenza, finché il corpo iniziava a contrarsi ancora prima del contatto. Per lei anche solo il tentativo di penetrazione era impossibile perché sentiva proprio la presenza di un muro! In questo caso non si parla più solo di dispareunia superficiale ma di vaginismo una condizione per cui i muscoli pelvici (che approfondiremo più già) si chiudono in risposta al dolore e non permettono l’ingresso agevole.

La dispareunia profonda, invece, si manifesta più internamente: un dolore sordo, una fitta, una sensazione di urto o pressione che può arrivare fino all’addome o alla schiena. Laura, 40 anni, diceva: «All’inizio va tutto bene, poi all’improvviso sembra che qualcosa mi colpisca dall’interno». Nel suo caso c’era una combinazione di rigidità del pavimento pelvico e aderenze legate all’endometriosi, che è una patologia infiammatoria in grado di creare aderenze tra i vari organi tra cui anche l’utero che se non è mobile durante il rapporto può generare dolore in quanto i suoi legamenti (che sono quelle corde di tessuto connettivo che tengono in posizione gli organi) sono poco mobili e rigidi, per cui alla sollecitazione della penetrazione senti uno SBAM! doloroso che può essere davvero invalidante.



Non solo l’endometriosi però causa dispareunia profonda, ci sono altre condizioni che possono influire come la PCOS, cicatrici interne da parto, cicatrice del parto cesareo, adenomiosi e anche problematiche legate all’intestino!
Si, perché devi sapere che utero vagina e intestino sono tutti vicini di casa, si può dire che condividono lo stesso condominio, per cui si influenzano a vicenda sia in caso di infiammazioni sia in caso di problemi diciamo così “meccanici”. Se il mio intestino non si svuota bene creerà delle pressioni perché sarà pieno, quei famosi legamenti di cui ti ho parlato poco fa chiaramente possono avere difficoltà ragion per cui una penetrazione profonda con un intestino pieno e bloccato può darmi dolore! Così come un intestino infiammato può fare lo stesso.

Il pavimento pelvico: il grande regista invisibile

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli fasce e legamenti che sostiene gli organi pelvici e partecipa attivamente alla sessualità, al piacere e alla penetrazione. Quando questi muscoli sono troppo tesi, poco coordinati o doloranti, la vagina può diventare rigida, poco elastica e ipersensibile.

Molte donne con dispareunia hanno un pavimento pelvico in iperattività, cioè sempre in allerta. È come se il corpo fosse in modalità “difesa”: chiude, trattiene, protegge. Spesso questo nasce da infezioni ripetute, dolore passato, paura del dolore o esperienze negative.

Insomma abbiamo capito sicuramente una cosa, se c’è un dolore durante i rapporti sicuramente il pavimento pelvico è una struttura da indagare!

Quando il dolore entra nella relazione

Il dolore non riguarda solo il corpo, il nostro sistema nervoso centrale registra tutte le informazioni riguardo alle nostre sensazioni sia positive che negative e poi sulla base di queste attiva dei pattern di risposta. Giulia, 28 anni, mi diceva con le lacrime agli occhi: «Lo amo, ma ogni volta che mi tocca ho paura che poi voglia fare sesso». Questo crea distanza, colpa, frustrazione. Più si evita, più il corpo e il pavimento pelvico restano in allerta, alimentando un circolo vizioso. Questo accade perché il corpo sente che deve proteggersi dal sesso anziché goderselo perché l’esperienza negativa del dolore porta poi ad instaurare paure e disagio che il corpo manifesta così.



Se stai vivendo una di queste situazioni sappi che la soluzione c’è!
E’ importante affrontare il tutto in quanto una sessualità libera dal dolore e soddisfacente è un tuo dirittto!

Chi può aiutarti davvero

La buona notizia è che la dispareunia si può affrontare e migliorare, ma serve il giusto team.

  • Ginecologa/o: per escludere o trattare infezioni, endometriosi, vulvodinia, secchezza, problemi ormonali.

  • Professionista esperto/a in riabilitazione del pavimento pelvico: per lavorare sulla tensione, sulla coordinazione muscolare, sul dolore e sulla percezione corporea. Sulle problematiche legate alle cicatrici o ai cambiamenti del tessuto vaginale.

  • Sessuologa/o o psicoterapeuta: quando il dolore ha lasciato tracce emotive, paura, evitamento o blocchi nel desiderio.

  • Nutrizionista e Gastroenterologo: se senti che il tuo intestino gioca un ruolo in questo teatrino, se hai stipsi o alterni diarrea e stitichezza e a tutto ciò si associano dolori profondi durante il rapporto o dolori vulvari.

Il lavoro in team permette di non ridurre tutto a “è solo nella tua testa” o “è solo un problema fisico”, ma di vedere la donna nella sua interezza.

La riabilitazione: rieducare il corpo al piacere

In riabilitazione pelvica non si tratta solo di fare esercizi. Si lavora sul tocco, sulla respirazione, sulla capacità di rilassare e sentire. Con molte pazienti inizio da gesti semplici: imparare a percepire il bacino, a distinguere tensione e rilassamento, a fidarsi di nuovo delle sensazioni.

Ricordo Sara che, dopo settimane di lavoro, mi disse: «Per la prima volta non mi sono irrigidita quando lui mi ha toccata e ho capito che sono io a comandare il mio corpo e non lui a contrarsi quando vuole». Non era ancora una penetrazione, ma era già una rivoluzione.

Rompere il tabù

Parlare di dispareunia significa rompere un tabù antico: quello che dice alle donne che il sesso deve fare un po’ male, che bisogna sopportare, che non vale la pena disturbare. In realtà il dolore è un messaggio del corpo, non un destino.

Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei sola e che esistono percorsi, professionisti e soluzioni. Il piacere non è un lusso: è parte della salute.

E la sessualità, quando è libera dal dolore, può tornare a essere uno spazio di connessione, non di paura.

Cibo Corpo Mente

Volersi Benessere

Pubblicato il 15/01/26

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