Decision fatigue: perché siamo stanchi anche di scegliere cosa mangiare

Apri il frigo, lo guardi, sbuffi e richiudi.

Non perché non ci sia niente, ma perché scegliere cosa mangiare ti sembra un’impresa più grande di te.

Se ti riconosci in questa scena, fermiamoci subito su un punto: non è pigrizia, non è disorganizzazione, non è mancanza di forza di volontà. È decision fatigue.


Cosa significa davvero decision fatigue

La decision fatigue è una forma di stanchezza mentale.
Arriva quando, durante la giornata, il cervello è stato chiamato a prendere troppe decisioni, una dopo l’altra.

Non solo quelle importanti, ma soprattutto quelle piccole, continue, invisibili.

A cosa rispondere.
Cosa rimandare.
Cosa fare prima.
Cosa comprare.
Come incastrare tutto.

Ogni scelta consuma energia e quando quella riserva si abbassa, il cervello non diventa più razionale: diventa difensivo.


Perché il cibo è uno dei primi a diventare faticoso

Scegliere cosa mangiare non è una decisione neutra ma una scelta carica di significati: salute, controllo, aspettative, giudizio.

Quando sei mentalmente stanca, il cervello non ha spazio per: riflettere, pianificare, bilanciare, “fare la scelta giusta”.

Così succede qualcosa di molto comune: rimandi il pasto, mangi sempre la stessa cosa, oppure scegli a caso e poi ti senti insoddisfatta.

Non perché non sai cosa fare ma perché sei esausta di dover scegliere ancora.


Il paradosso delle infinite opzioni

Viviamo in un contesto in cui le opzioni sono infinite: ricette, consigli, diete, regole, contro-regole.

In teoria dovrebbero aiutarci, in pratica aumentano il carico mentale.

Quando il cervello è stanco non cerca la soluzione migliore. Cerca quella che richiede meno energia possibile.

E il cibo, da gesto di nutrimento, diventa l’ennesimo problema da risolvere.


Quando la stanchezza mentale arriva anche nel corpo

La decision fatigue si riflette anche nel corpo: mangiare in uno stato di sovraccarico mentale significa farlo mentre il sistema è in allerta, il che vuol dire che la digestione passa in secondo piano.

Ecco perché, in questi momenti, possono comparire: sensazione di pesantezza, pancia tesa, fame confusa, difficoltà a sentire sazietà.

Non perché il cibo sia sbagliato, ma perché il contesto interno non è favorevole.


Non serve decidere meglio, serve decidere meno

Questo è il punto che cambia prospettiva.

Se sei stanca di scegliere cosa mangiare, la soluzione non è: impegnarti di più, informarti di più, controllarti di più.

La soluzione è alleggerire.

Ridurre le decisioni.
Creare ripetizioni.
Avere pasti “già decisi”.
Togliere al cibo il peso di dover essere sempre una scelta perfetta.

Cibo Corpo Mente

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Pubblicato il 29/01/26

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